La Settimana Santa: fede, storia e tradizione a Ragusa Ibla

A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza.

Così Gesualdo Bufalino definisce i riti della Settimana Santa che, fra fede e folklore, coinvolgono quasi tutta la Sicilia. Le manifestazioni celebrative che si articolano dalla Domenica delle Palme a quella di Resurrezione sono complesse per via delle tradizioni radicate in ogni comunità siciliana, che rappresenta un piccolo mondo a se stante. Ogni città della Sicilia, infatti, partecipa alle festività pasquali con dei riti che sono propri, cioè con infinite sfumature derivanti da usi e costumi locali, da antichissimi gesti e tenaci tradizioni.
Negli Iblei, in particolare, riti antichi si ripetono, da una generazione all’altra, con un fervore religioso rimasto invariato. Da Comiso a Scicli, da Modica a Ispica, passando per Ragusa, le città degli Iblei vivono tutte la Settimana Santa come la rappresentazione del Calvario di Cristo, che si concluderà con la Crocifissione.

Ed è la Crocifissione che a Ragusa Ibla, durante il periodo di Quaresima, chiunque si trovi a varcare la soglia del Duomo di San Giorgio, non può fare a meno di notare nell’enorme telo, in gergo siciliano taledda, posto dietro l’altare maggiore che la raffigura. Per tutto il periodo della Quaresima la taledda ricopre in altezza l’abside, fino a quando la notte di Pasqua viene lasciata cadere per scoprire l’immagine del Cristo Risorto, costituendo il cosiddetto rito della calata a tila. Questo era ed è un appuntamento a cui il popolo non vuole rinunciare: la visione della statua del raggiante Cristo Risorto, lascia ancora stupiti e ieri, più di oggi, ne accresceva la fede.
Se la calata a tila costituisce il gesto conclusivo della settimana Santa, quello iniziale si fa risalire alla Domenica della Palme quando le confraternite, a turno, partendo dalle Chiese in cui risiedono, accompagnano i simulacri che li contraddistinguono in una processione che percorre le vie del quartiere barocco sino ad arrivare alla Chiesa Madre di San Giorgio, dove verrà esposto il SS. Sacramento per le “40 ore”. Il Giovedì Santo, come da tradizione, in quasi tutte le Chiese vengono allestiti i “Sepolcri”: altari ornati con fiori, con la reposizione del SS. Sacramento subito dopo la Messa in coena dominiEd eccoci al Venerdì Santo, quando dalla Chiesa di San Giorgio, muove una processione con i simulacri del Cristo Giacente e della Addolorata, portati dalle rispettive confraternite. Il mesto corteo, dopo aver percorso alcune vie di Ibla, rientra nella Chiesa di appartenenza… 

Le usanze e le tradizioni antiche rappresentano l’entità di un popolo, tenerle vive e valorizzarle nel tempo è un nostro dovere.
#Sud Tourism  #Associazione Portatori San Giorgio Martire Ragusa

Ambra

Locandina
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