L’iconografia della Strega: la parabola di una figura magica

Uno dei temi iconografici più ricorrenti nell’ambito magico è la rappresentazione della strega. Già presente nell’ambito classico, dall’antica Grecia alla tradizione romana, è quasi sempre rappresentata con rappresentazioni fra l’orrido e il sublime, come semi dee, come mater matuta, come demiurga, veicolo di fascino e bellezza, stupore e terrore.
La Gorgone è forse la prima strega occidentale, colei che ha aspetto umano e spirito demoniaco. Proprio come la strega seduce, ammalia pietrifica ed uccide. Le sue sembianze femminili sono usurpate dalla presenza di zanne, occhi truci e lingue penzolanti. Ella però è anche colei che ha poteri apotropaici, allontana i nemici e i malanni.
La donna maga come le Gorgoni e Medusa posseggono la forza dello sguardo, quello che poi nel medioevo diventerà il malocchio. La necessità di sconfiggere e cancellare i culti pagani porta l’Occidente cristiano fra il IV e il IX secolo ad inventarsi una pratica persecutoria verso la magia. Nel 314 il Concilio di Arles prima, nel 643 l’Editto di Rotari e successivamente il Canon Episcopi che scrivono l’immagine della strega. nè bisogna dimenticare che certe donne depravate che si sono volte a satana, sviate da seduzioni e illusioni diaboliche credono e affermano di cavalcare certe bestie notturne al seguito di Diana, Erodiade e di eli pagani. Inizia a mescolarsi il pagano con il satanico.

Diana
Diana, copia romana di originale ellenistico, Museo del Louvre, Parigi

La strega inizia ad acquisire un duplice volto, Diana ed Erodiade. Diana simbolo della donna naturalis, legata alla natura e alla luna, Erodiade simbolo della depravazione più sfrenata, che sovraintende i riti magici, la bellezza di Diana diventerà quella di Erodiade, ammaliatrice e insaziabile di appetito sessuale e carnale. Le rappresentazioni medioevali sono ancora poche e scarne, gli estensori preferivano come programma iconografico descrivere la figura truculenta di Lucifero, per gli scalpellini invece è ancora la donna che mostra i genitali, la Sheela na Gig.

Strega
Ulrich Moliter, La strega amante del Diavolo, incisione tratta da: Tractatus von den weibern, 1489

Il Quattrocento è il periodo che vede l’inizio della persecuzione delle streghe, in area francese si diffonde l’iconografia della  strega “alla valdese”, la donna ben differente dalla seduttrice e ammaliatrice ma dalle più domestiche sembianze. Un importante esempio è descritto dalle incisione di Ulrich  Moliter [1], donne intorno al pentolone o alla cucina, se non conoscessimo la natura del trattato potremmo pensare ad un trattato di cucina. Anche la tenerezza ne “La strega amante del diavolo” potrebbe suggerire altro se non spuntasse una strana coda e delle strane zampe ai piedi dell’uomo. La conturbante immagine di Medea, Circe, Erodiade è completamente sparita, questa iconografia serve a mostrare l’aspetto delle donne uguale a quello delle condannate, quindi fanciulle macilente, povere o anziane signore, vedove rugose, in realtà i capri espiatori della società. A fine Quattrocento la strega però inizia a cambiare nuovamente fisionomia, le eresie stanno pian piano volgendo al termine, si ha una rinascita degli studi naturali verso gli antichi pensatori e dunque l’uomo ritorna ad essere artefice del proprio destino. La strega smette di avere l’immagine di una donna orrenda e macilenta e acquista nuova bellezza.

durer
Albrecth Durer, Le quattro streghe, 1497, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga

È il Dürer [2] che meglio rappresenta tale nuova immagine, ne “Le 4 streghe” del 1497 le donne sono nude, sensuali, per quanto disarmoniche con un carattere fortemente erotico danzano, parlano, fluttuano. In realtà non si sa di preciso cosa fanno eppure si muovono con eros. Il Cinquecento vede la luce dunque di una nuova immagine di strega: nuda e provocante che ha dismesso gli abiti domestici. Iniziano anche le rappresentazione del sabbah [3] come le streghe di Hans Grien [4], truculenti donne attorno ad un vaso iniziano a proferire le più oscure parole e nel frattempo nel cielo altre fanciulle iniziano a cavalcare le scope, uno dei simboli che troveremo in tutte le incisioni cinquecentesche.

grien sabba delle streghe
Hans Grien, Il sabbah delle streghe, 1510, Museum of Fine Arts, Boston

La  nudità qui non ha età, giovani o vecchie, gli artisti tendono a scioccare l’osservatore con corpi formosi, per quanto deflorati, accanto a splendide e voluttuose fanciulle, è però una strana nudità, non vissuta con piacere ma come atto di dovere verso il diavolo, la stessa nudità dell’elemento indispensabile nella pratica magica, nonché la sessualità e il desiderio orgiastico individuano  il vero tema grafico del sabbah. Nel 1600 si diffonde il Compendium maleficarum, e di nuovo nell’iconografia l’eros e la bellezza lasciano il posto alla donna mostruosa.

strega, rosa
Salvator Rosa, La Strega, 1646, Musei Capitolini, Roma

È il ritorno della Medusa, attorniata da teschi, mostri e altri macabri gingilli, come “La medusa” di Caravaggio o “La strega” di Salvator Rosa, visibile nella pinacoteca capitolina a Roma. Ella legge il libro infernale quasi a chiedersi come andare avanti, come fare della magia. Anche il sabbah diventa violento e mostruoso, la donna nuda non è più la protagonista, mentre diventano sempre più importanti figure di mostri, esseri deformi, scheletri che camminano. La magia diviene espressione del tremendo, del terribile, del perverso, del buio che caratterizza appunto il colore di tale dipinti. La donna che mostra il proprio sesso alla bestia, all’uomo dragone, non ha più il piacere della donna cinquecentesca ma è quasi presa dal terrore, ella scappa, non è più piena di sensuale e sessuale desiderio ma fugge alla vista dell’orrido padrone.

la follia fussli
Johann Fussli, La Follia di Kate, 1806, Goethemuseum, Dusseldorf

È  il seme dell’orrorifico che riempirà l’età romantica, l’illuminismo è solo un ricordo, la caccia alle streghe è quasi terminata, risorge il sentimento del sublime.La strega diviene simbolo dell’animo umano straziato tra bene e male, tra forze materiali e spirituali, in un ossessivo dinamismo che porta alla follia, come appunto ne “La Follia di Kate” di Fussli.
Nella parabola della figura della strega, uno dei temi più sfruttati dalla cultura fin de siècle e del primo Novecento  è quello della  femme fatale, principale ossessione simbolista che vedeva la donna sotto due opposti aspetti: angelico e diabolico; madre e Medea, vergine e Salomè. Gustav Klimt fu il pittore per eccellenza di tali donne, nella Giuditta I (o Salomè) la figura della donna è simile a una strega: altera, sprezzante, le mascelle dure e volitive, il neo voluttuoso sopra lo zigomo, gli occhi bistrati e coperti a metà dalle palpebre come quelli delle vipere, le labbra rosse appena dischiuse e il seno nudo come una Sfinge, sembra sfidare gli uomini che vogliono avvicinarla. Esigerà il loro sacrificio e la loro testa, che sia quella di Oloferne o del Battista, e la terrà appesa per i capelli nelle mani ingioiellate, simili ad artigli. È la donna/animale, pericolosa e selvatica.

 Ambra

klimt-giuditta_300x1113.jpg
Gustav Klimt, Giuditta II (o Salomè), 1909, Galleria Internazionale Ca’ Pesaro, Venezia

 

 

[1] lrich Molitor  (1442 -1507) è stato un giurista . Ha scritto un trattato testo sulla stregoneria , De Lamiis et Pythonicis mulieribus
[2] Albrecht Dürer (1471 -1528) è stato un pittore, incisore, matematico e trattatista tedesco.
[3] É l’incontro tra le streghe e, inizialmente, secondo il Canon Episcopi, con Diana, o, successivamente, con Satana che si svolge principalmente nel giorno di sabato e, più precisamente, durante la notte tra sabato e domenica. Prima del volo, le streghe sono solite ungersi con del grasso o con unguenti magici che consentono loro di librarsi in aria e di trasformarsi, all’occasione, in creature mostruose o animali.
[4] Hans Baldung detto Grien (1480- 1545) è stato un pittore, disegnatore, incisore e xilografo tedesco, contemporaneo e allievo di Albrecht Dürer
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...